Episodio 331·23 marzo 2026·Pietro Bonomo·13 min lettura
GEO sostituisce la SEO e gli agenti AI completano gli acquisti

GEO sostituisce la SEO e gli agenti AI completano gli acquisti

Perché leggere

Dati Quantitativi 2025-2026Fonti Accademiche CitateAnalisi MultidisciplinareCasi Studio Reali

In sintesi

La Generative Engine Optimization (GEO) e l'Answer Engine Optimization (AEO) sostituiscono la SEO ottimizzando i contenuti per essere citati dai motori IA come ChatGPT e Perplexity. Aggiungere statistiche originali e fonti primarie aumenta la probabilità di citazione del 41%, generando tassi di conversione 4,4 volte superiori.

Il tuo brand esiste ancora, o ha già smesso di farlo senza che te ne sia accorto?

Oltre il 60% delle ricerche su Google è ormai zero-click. Gli utenti ottengono la risposta direttamente dal chatbot e non visitano nessun sito. Se ChatGPT, Perplexity o Gemini non ti citano come fonte autorevole, sei già fuori dalla catena che precede le decisioni d'acquisto. Il 26 marzo tengo un webinar gratuito di 90 minuti, organizzato da EDI Training 2026 con il supporto dell'Unione Europea, per spiegare esattamente come funzionano l'Answer Engine Optimization e la Generative Engine Optimization, le due discipline che stanno prendendo il posto della SEO classica.

Un dato che vale la pena tenere a mente è che chi arriva a un sito tramite citazione IA converte fino a 4,4 volte di più rispetto al traffico organico standard.

Mentre la visibilità si sposta dai link alle citazioni, i pagamenti si spostano dagli esseri umani agli agenti software. Visa ha lanciato in Europa il programma Agentic Ready, con Commerzbank, DZ Bank, Barclays, HSBC UK, Revolut e Banco Santander come partner di test. L'obiettivo è costruire un'infrastruttura in cui un agente AI possa monitorare le scorte, confrontare i prezzi e completare acquisti aziendali senza intervento umano in tempo reale. Chi definisce le regole dell'agente controlla la spesa, il che rende la governance di questi sistemi una questione operativa immediata, non una speculazione futura.

Sul fronte della creatività, una ricerca della Swansea University pubblicata su ACM Transactions on Interactive Intelligent Systems ha coinvolto 808 partecipanti e ha prodotto un risultato che rovescia l'intuizione comune. L'IA stimola meglio la creatività quando propone idee sbagliate.

Su LinkedIn, intanto, HurumoAI ha costruito un agente chiamato Kyle, combinando LindyAI e Tavus per generare un profilo con avatar video credibile e post nel perfetto corporate influencer-speak. Kyle ha accumulato engagement reale e ha ricevuto un invito a parlare a un evento aziendale. Poi LinkedIn lo ha cancellato in modo permanente. La piattaforma ha aumentato del 340% il rilevamento dell'automazione tra il 2023 e il 2025. Cosa si può fare con l'AI su Linkedin? Sales Navigator e le API ufficiali restano leciti, tutto ciò che automatizza azioni che dovrebbero essere umane porta alla chiusura definitiva dell'account.

L'ultimo caso è quello che mi ha colpito di più. Val Kilmer apparirà nel film As Deep as the Grave grazie a una replica digitale costruita con l'IA generativa, con la supervisione diretta di sua figlia Mercedes. La produzione ha elaborato archivi video, immagini e registrazioni audio preesistenti per inserire l'attore in scene completamente inedite. L'IA riduce i costi di rotoscoping e pulizia immagini del 30-40% rispetto alla CGI tradizionale, ma il quadro normativo si sta stringendo rapidamente. A dicembre 2025 il governatore di New York ha firmato le leggi S.8391/A.8882, che richiedono il consenso esplicito degli eredi per qualsiasi uso commerciale di repliche digitali. Strano che ancora l'EU non si sia espressa. La nuova opportunità nascosta è che gli archivi storici di un brand o di un testimonial diventano asset attivi, e chi li gestisce farà bene a muoversi prima che sia il legislatore a farlo al suo posto.

Tutto questo, con i dettagli e le analisi, lo trovi qui sotto.

AEO e GEO. il webinar gratuito di EDI Training 2026 per chi vuole visibilità nei motori IA

Fonte: EDI Training 2026

Il 26 marzo Pietro Bonomo spiega come farsi citare da ChatGPT, Perplexity e Gemini

La visibilità online si sta spostando dalle pagine dei risultati di Google alle risposte generate dai chatbot. Secondo SparkToro/Similarweb i dati a cavallo tra il 2025 e il 2026 mostrano che oltre il 60% delle ricerche su Google è ormai 'zero-click', con gli utenti che ottengono la risposta senza mai visitare i siti web. Se il proprio brand non viene selezionato come fonte autorevole dagli algoritmi di ChatGPT, Perplexity o Gemini, semplicemente non esiste più nella catena informativa che precede le decisioni d'acquisto.

Il programma EDI Training 2026, finanziato dall'Unione Europea in collaborazione con EDIH4Marche, ha organizzato un webinar gratuito di 90 minuti per il 26 marzo 2026, condotto da me, Pietro Bonomo. L'oggetto della sessione sono due discipline che stanno sostituendo la SEO classica, l'Answer Engine Optimization (AEO) e la Generative Engine Optimization (GEO). La differenza tra le due non è che l'AEO lavora sull'estrazione di snippet per risposte dirette, mentre la GEO punta a far comparire il brand come fonte citata all'interno delle risposte sintetiche prodotte dai modelli linguistici.

Il webinar coprirà il processo intero, attraverso i tool disponibili sul mercato, per creare i contenuti citabili.

Un dato di contesto aiuta a comprendere l'utilità di questo webinar. I visitatori che arrivano a un sito tramite citazione IA mostrano un tasso di conversione fino a 4,4 volte superiore rispetto al traffico organico standard, secondo analisi di settore recenti.

Un piccola preview: l'aggiunta di statistiche originali ai propri contenuti può migliorare la probabilità di essere citati nelle risposte IA fino al 41%, mentre le pagine non aggiornate da più di sei mesi vedono calare drasticamente le possibilità di selezione da parte degli algoritmi. Il passaggio dalla logica dei link a quella della citazione autorevole è già in corso, e chi gestisce contenuti digitali ha bisogno di strumenti concreti per adattarsi.

Il webinar del 26 marzo è gratuito e aperto a tutti.

Visa lancia in Europa i pagamenti gestiti da agenti AI

Fonte: AI News

Il circuito adatta la propria infrastruttura per consentire a software autonomi di avviare transazioni, con Commerzbank, DZ Bank e altri istituti come partner di test

Visa ha lanciato in Europa il programma Agentic Ready, un'iniziativa progettata per adattare l'infrastruttura di pagamento esistente alle transazioni avviate da agenti software autonomi. Il modello tradizionale prevede che sia una persona fisica ad autorizzare ogni operazione; con questo programma, un agente AI può monitorare le scorte, confrontare i prezzi e completare acquisti aziendali o personali seguendo obiettivi e regole predefinite dall'utente, senza intervento umano in tempo reale.

I partner coinvolti nella fase di test includono Commerzbank, DZ Bank e, secondo quanto riportato da PYMNTS, anche Barclays, HSBC UK, Revolut e Banco Santander. Per le grandi imprese, l'automazione del procurement tramite AI promette di comprimere i processi di approvazione manuale e di ridurre i costi operativi legati al back-office, un vantaggio concreto per chi gestisce catene di fornitura complesse o volumi elevati di acquisti ricorrenti.

Il nodo più delicato riguarda l'identità. Quando il "cliente" non è più un titolare di carta fisico ma un software, le banche devono poter distinguere con certezza una transazione umana da una avviata da un agente. Secondo il Visa Newsroom, il programma si concentra proprio su questo problema, definendo standard di autenticazione a livello di sistema. La sicurezza si basa su tokenizzazione dei dati e autenticazione biometrica del titolare, come riportato da Retail Gazette, in modo che l'agente possa operare legittimamente per conto dell'utente senza esporre informazioni sensibili.

I rischi non sono teorici. RepRisk ha evidenziato il potenziale di frodi e perdite multi-milionarie in assenza di controlli adeguati, il che rende le tracce di audit e i controlli normativi un requisito non negoziabile. Visa e le banche partner stanno testando protocolli specifici per l'approvazione delle transazioni e per la gestione dei rimborsi in caso di errori commessi dagli agenti, un aspetto che interessa direttamente chi dovrà rispondere di un acquisto sbagliato fatto da un software.

Le istituzioni finanziarie, eppure, non escono di scena. Il loro ruolo si sposta dal processare singole autorizzazioni al monitorare le eccezioni e definire i limiti di autonomia concessi agli agenti. Testate come PYMNTS e FinTech Magazine sottolineano che le banche dovranno modernizzare i propri sistemi di back-end per gestire il volume di micro-transazioni che gli agenti AI genereranno, e che il programma di Visa funziona di fatto come una sandbox regolamentata per testare la resilienza operativa prima di un'adozione su larga scala.

Per imprenditori e professionisti, la questione pratica è che, in un prossimo futuro, un agente AI potrà acquistare autonomamente spazi pubblicitari, software o forniture, chi controlla le regole dell'agente controlla la spesa. Il valore del programma non sta nell'automazione in sé, ma nella capacità di imporre vincoli verificabili a un processo che, senza governance, rischia di diventare una scatola nera con accesso al conto corrente.

L'IA rende gli esseri umani più creativi

Fonte: ScienceDaily

Suggerimenti imperfetti e design volutamente difettosi stimolano l'esplorazione creativa meglio delle soluzioni ottimali

Che l'intelligenza artificiale sappia automatizzare compiti ripetitivi è ormai dato acquisito. Che possa rendere le persone più creative, e che lo faccia meglio quando propone idee sbagliate, è il risultato meno intuitivo di una ricerca della Swansea University guidata dal Dr. Sean Walton e pubblicata su ACM Transactions on Interactive Intelligent Systems (Vol. 16, Issue 1, 2026) con il titolo From Metrics to Meaning: Time to Rethink Evaluation in Human–AI Collaborative Design.

Lo studio ha coinvolto 808 partecipanti impegnati nella progettazione di auto virtuali. Il meccanismo è semplice da descrivere e controintuitivo da accettare, un algoritmo chiamato MAP-Elites (Multi-dimensional Archive of Phenotypic Elites) genera gallerie visive che non mostrano solo le soluzioni migliori, ma anche concetti insoliti e intenzionalmente difettosi. Questa diversità strutturata impedisce la fissazione precoce su un'unica idea, spinge chi progetta ad assumersi rischi creativi e, dato rilevante per chi gestisce team, porta gli utenti a dedicare più tempo al compito producendo risultati di qualità superiore.

Il punto che interessa a chi lavora nel marketing e nel design è che i suggerimenti "imperfetti" dell'IA funzionano come rompighiaccio cognitivi. Quando un sistema propone una soluzione palesemente sub-ottimale accanto a una performante, il progettista è costretto a interrogarsi sulle proprie assunzioni iniziali invece di convergere sulla prima opzione plausibile. Gli utenti coinvolti nello studio si sono dichiarati più stimolati e hanno esplorato spazi di design più ampi rispetto a chi lavorava senza il supporto dell'algoritmo.

Un CEO finto gestito dall'IA ha conquistato LinkedIn, poi è stato bannato per sempre

Fonte: Wired

L'esperimento di HurumoAI con l'agente "Kyle" mostra dove finisce l'automazione lecita e dove inizia il ban permanente

Kyle non esiste. Non ha un corpo, non ha un passato, non ha nemmeno un'opinione propria. Eppure ha pubblicato post su LinkedIn con il tono sicuro di un CEO navigato, ha accumulato engagement e ha persino ricevuto un invito ufficiale a parlare a un evento aziendale. Poi LinkedIn lo ha cancellato, in modo permanente, per violazione delle policy sull'attività inautentica. La storia, raccontata da Wired, è un caso di studio su quanto sia sottile il confine tra automazione intelligente e frode reputazionale.

HurumoAI ha costruito Kyle combinando LindyAI per la gestione operativa e la scrittura dei post e Tavus per generare un avatar video credibile. Il risultato era un profilo che padroneggiava alla perfezione il cosiddetto corporate influencer-speak, quel linguaggio autorevole e vagamente ispirazionale che l'algoritmo di LinkedIn premia con visibilità. Kyle ha performato meglio di molti profili umani, il che dice qualcosa sia sulla qualità dell'automazione sia sulla qualità media dei contenuti che popolano il feed.

Il paradosso è che LinkedIn stessa offre strumenti di riscrittura basati sull'IA e incoraggia la produzione costante di contenuti, eppure sanziona chi porta questa logica alle sue conseguenze estreme. La piattaforma ha intensificato il rilevamento dell'automazione con tassi aumentati del 340% tra il 2023 e il 2025, secondo un'analisi pubblicata su LinkedIn Pulse. Nel 2025 anche Apollo.ai e Seamless.ai sono stati banditi per scraping e accesso non autorizzato, secondo ConnectSafely.ai.

Per chi gestisce la presenza digitale di un'azienda o di un dirigente, la distinzione operativa è che a Linkedin va bene tutto se lo paghi. Sales Navigator, le API ufficiali, le funzioni native di pianificazione restano leciti anche se usi l'AI. Tutto ciò che automatizza azioni che dovrebbero essere umane, dalla pubblicazione dei post alle richieste di connessione, viola i termini di servizio e comporta sanzioni progressive fino alla chiusura definitiva dell'account, con probabilità di recupero praticamente nulla.

Lo stesso vale per gli avatar AI su profili personali. Le Professional Community Policies di LinkedIn vietano l'impersonificazione e richiedono che eventuali rappresentazioni artificiali risiedano esclusivamente su Pagine Aziendali ufficiali, con dichiarazione esplicita della loro natura.

Val Kilmer reciterà in un nuovo film grazie all'IA generativa, dopo la sua morte

Fonte: The New York Times

Il film "As Deep as the Grave" ricostruisce digitalmente l'attore con il consenso della famiglia

E ora l'angolo distopia che mi piace tanto.

Val Kilmer apparirà nel prossimo film As Deep as the Grave grazie a una replica digitale costruita con l'IA generativa. La produzione, diretta da Coerte Voorhees, ha lavorato su archivi di video, immagini e registrazioni audio preesistenti dell'attore, elaborandoli con strumenti di intelligenza artificiale combinati a software di editing tradizionale per inserirlo in scene completamente inedite. Il risultato è un modello fotorealistico che permette di completare un'opera a cui Kilmer teneva profondamente, senza ricorrere al recasting.

Mercedes Kilmer, figlia dell'attore, ha collaborato in modo diretto con la produzione per supervisionare ogni fase del processo. L'obiettivo era garantire che la tecnologia rispettasse la memoria e la spiritualità del padre, un aspetto che Voorhees ha descritto come un tributo all'artista piuttosto che come un semplice esercizio tecnico.

Il cinema ha già affrontato la questione della ricostruzione digitale di attori scomparsi, ma con strumenti diversi. Paul Walker in Furious 7, Peter Cushing e Carrie Fisher in Star Wars, Christopher Reeve in The Flash sono tutti precedenti basati sulla CGI tradizionale, un processo che secondo Danthree Studio funziona come una "scultura digitale" manuale ad alto controllo ma con tempi e costi elevati. L'IA generativa automatizza buona parte di quel lavoro attraverso modelli di apprendimento, guadagnando in velocità e scalabilità a fronte di un controllo meno granulare sul singolo fotogramma. Il settore sta convergendo verso flussi ibridi che combinano entrambi gli approcci, e secondo un'analisi di Sohonet l'IA riduce i costi di rotoscoping e pulizia immagini del 30-40%, liberando budget per effetti visivi più ambiziosi.

La dimensione legale di queste operazioni si sta strutturando rapidamente. A dicembre 2025 il governatore di New York Kathy Hochul ha firmato le leggi S.8391/A.8882, che rafforzano il diritto di pubblicità post-mortem richiedendo il consenso esplicito degli eredi per qualsiasi uso commerciale di repliche digitali, come riportato da Reuters. Esperti legali citati da Inherit.Site raccomandano già l'inserimento di clausole specifiche contro i deepfake nei testamenti, trasformando gli eredi in veri e propri gestori di asset digitali con la facoltà di nominare un esecutore dedicato.

Gli archivi storici di un brand o di un testimonial diventano risorse attive, riutilizzabili con strumenti che abbattono i costi di produzione, ma solo dentro un quadro normativo che sta diventando sempre più stringente. La tecnologia corre, la legge la insegue, e chi gestisce questi asset farà bene a muoversi prima che il legislatore lo faccia per lui.

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Riferimenti Bibliografici

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    EDI Training 2026
    training.ediconfcommercio.it
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    AI News
    Articolo. artificialintelligence-news.com
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    Articolo. sciencedaily.com
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    Wired
    Articolo. wired.com
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    LinkedIn Pulse
    Articolo. linkedin.com
  6. [6]
    Apollo.ai
    Strumento. apollo.ai
  7. [7]
    Seamless.ai
    Strumento. seamless.ai
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    ConnectSafely.ai
    Strumento. connectsafely.ai
  9. [9]
    Professional Community Policies di LinkedIn
    Fonte Ufficiale. linkedin.com
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    The New York Times
    Articolo. nytimes.com
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    Danthree Studio
    Articolo. danthree.studio
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    Sohonet
    Articolo. sohonet.com
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    Reuters
    Articolo. reuters.com

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