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Template OKR Marketing Team: come definire obiettivi misurabili (con esempi)
Template OKR marketing team già compilato per una PMI: come scrivere objective e key result misurabili, 12 esempi corretti e un ritmo di revisione.

Apri il file degli obiettivi di marketing di una PMI qualsiasi e trovi righe come “pubblicare 20 post al mese”, “mandare 4 newsletter”, “rifare il sito entro marzo”. Sono buone intenzioni con un numero davanti. A fine trimestre i 20 post ci sono e le newsletter pure. Però nessuno sa dire se il marketing ha portato un cliente in più.
Un template OKR per il team marketing sposta la domanda da “cosa facciamo” a “cosa cambia per il cliente e per il fatturato”. In questa risorsa trovi un modello già compilato sul caso di una PMI da 1,2 milioni di fatturato. Poi trovi il test per capire se un key result è scritto bene, dodici esempi corretti e un ritmo di revisione che regge anche con un team di tre persone, di cui due esterne.
Gli OKR stanno un gradino sopra il project plan del team marketing e decidono quali progetti entrano nel piano e quali restano fuori.
Gli OKR di marketing in tre frasi
L’Objective è la direzione del trimestre, scritta a parole e chiara per tutto il team. I Key Result sono da due a quattro risultati misurabili, ciascuno con un valore di partenza e un valore target. Le iniziative sono il lavoro che serve per muovere i key result e restano fuori dall’OKR.
Paul Niven e Ben Lamorte hanno scritto il primo manuale completo sul metodo. Ne collocano la nascita negli anni Ottanta. Secondo loro i key result definiscono cosa significa raggiungere un obiettivo ampio e qualitativo, e trasformano imperativi come “fallo meglio” in indicatori chiari e misurabili 1.
Per un’azienda che installa impianti di climatizzazione, “migliorare la presenza online” è un desiderio. “Portare le richieste di sopralluogo dal sito da 12 a 30 al mese” è un key result. Il primo lo approvano tutti in riunione e nessuno lo verifica. Il secondo, a fine marzo, ha una risposta secca, sì o no, con un numero accanto.
I team piccoli saltano spesso la regola che tiene le iniziative fuori dall’OKR, e il motivo è comprensibile. Ma se “rifare il sito” finisce tra i key result, a fine trimestre il sito è online, il punteggio è pieno e le richieste sono ferme dov’erano. Un OKR che si chiude con un successo sulla carta e zero effetti sul conto economico insegna al team la lezione sbagliata.
Perché funzionano e quando smettono di funzionare
La teoria del goal setting parte da un risultato confermato da molti studi. Gli obiettivi specifici e difficili producono prestazioni migliori di quelli vaghi. Il paper “New Directions in Goal-Setting Theory” riassume come questo effetto si ritrovi con persone, compiti, paesi e orizzonti temporali diversi, sia con obiettivi assegnati sia con obiettivi fissati in autonomia o concordati con altri. Lo stesso filone studia i moderatori, cioè le condizioni che rafforzano o spengono l’effetto, e il goal setting di gruppo, che è il caso di un team marketing 2.
Poi c’è il pezzo operativo. Gli OKR funzionano con cicli di feedback frequenti, che mostrano a chi lavora i progressi fatti strada facendo. Un OKR scritto a gennaio e riaperto a fine marzo perde questo meccanismo e diventa un documento d’archivio.
Poi c’è il rovescio della medaglia. Uno studio del 2023 che mette a confronto KPI, KRI e OKR ricorda che nessuno di questi metodi è perfetto e che a volte portano fuori strada 3. In una PMI succede così. Il key result dice “500 lead dal sito”. L’agenzia abbassa il costo per contatto con un form generico e un omaggio, e i 500 lead arrivano davvero. Il commerciale passa aprile a richiamare studenti, curiosi e qualche concorrente. Il numero è raggiunto e il fatturato è fermo.
Perché un OKR regga servono quattro condizioni:
- Pochi obiettivi. Uno o due per trimestre in un team con meno di sei persone.
- Feedback settimanale. Il valore attuale di ogni key result si aggiorna ogni lunedì.
- Risultati misurati sul cliente o sul fatturato. Richieste qualificate, appuntamenti, contratti, riacquisti.
- Un contrappeso per ogni numero di volume. Accanto a “lead dal sito” va messo “quota di lead che il commerciale accetta come qualificati”.
Che differenza c’è tra OKR, KPI e attività?

Il KPI di salute è un numero che tieni sempre sotto controllo e che difendi. Il key result è il numero che vuoi spostare in questo trimestre. L’attività è il lavoro che fai per spostarlo. Lo stesso dato può cambiare ruolo. Il costo per lead è un KPI finché è stabile e diventa key result nel trimestre in cui decidi di abbassarlo.
Waleed Sultan, nel suo paper su KPI, KRI e OKR, distingue tre misure. I KPI confrontano le prestazioni dell’azienda con target, obiettivi o con il settore. I KRI misurano le azioni e gli eventi che portano a un risultato. Gli OKR misurano il progresso verso un obiettivo 3. Per un team marketing di tre persone basta tradurre questa distinzione in tre colonne.
| KPI di salute (si monitora sempre) | Key Result (si sposta questo trimestre) | Attività o iniziativa (lavoro da fare) |
|---|---|---|
| Costo per lead di Google Ads | Richieste di preventivo qualificate dal sito da 18 a 40 al mese | Riscrivere le landing dei tre prodotti principali |
| Tempo medio di risposta alle richieste | Appuntamenti fissati su lead marketing da 10 a 22 al mese | Script di richiamata entro 2 ore lavorative |
| Tasso di apertura della newsletter | Clienti inattivi da 12 mesi che tornano a comprare da 15 a 40 | Sequenza di 4 email ai clienti dormienti |
Prima di scrivere un key result nel modello, sottoponilo a tre domande.
- Se lo completo e per il cliente o per il fatturato non cambia nulla? Allora è un’attività e va tra le iniziative.
- Ha un valore di partenza e un valore target? Senza il valore di partenza stai scrivendo un auspicio.
- Posso misurarlo con dati che ho già, o che inizio a raccogliere questa settimana? Se la risposta è no, il primo key result diventa costruire la misura.
“Pubblicare 12 articoli” cade alla prima domanda. “Aumentare le visite” cade alla seconda. “Migliorare la percezione del brand”, per molte piccole imprese, cade alla terza.
Il template OKR di marketing compilato su una PMI di dimensioni reali

Prendiamo come esempio un’azienda che produce e installa serramenti, con 1,2 milioni di fatturato e uno showroom in provincia. Al marketing lavorano il titolare per un paio d’ore a settimana, una persona interna a tempo pieno, un freelance per i contenuti e un’agenzia che gestisce Google Ads. I numeri servono a mostrare il metodo, quindi sostituiscili con i tuoi.
| Campo | Versione compilata |
|---|---|
| Trimestre | Gennaio-marzo |
| Objective | Far diventare il sito la prima fonte di appuntamenti in showroom |
| Tipo di OKR | Da non mancare (il commerciale lavora su questi appuntamenti) |
| KR1 | Richieste di preventivo qualificate dal sito da 18 a 40 al mese |
| KR2 | Richieste che diventano appuntamento dal 30% al 45% |
| KR3 | Costo per appuntamento da Google Ads da 95 a 70 euro |
| KPI di salute da difendere | Risposta alle richieste entro 4 ore lavorative, margine medio per commessa |
| Iniziative | Tre landing per prodotto (PVC, legno-alluminio, persiane), form in due passaggi con foto del vano, script di richiamata, campagna search su “infissi + comune” |
| Responsabili | KR1 marketing interna, KR2 commerciale, KR3 agenzia Ads |
| Check-in | Lunedì alle 9, 15 minuti |
| Punteggio finale | KR1 0,68, KR2 0,8, KR3 0,4 |
| Decisione presa | Objective confermato per il trimestre successivo, campagna Ads ristretta a 6 comuni, KR3 riscritto sul costo per contratto firmato |
L’ultima riga è quella che conviene non saltare mai. Un OKR si chiude con una decisione scritta su cosa tenere, cosa cambiare e cosa chiudere. Senza quella riga, il trimestre successivo riparte da zero e il team riscrive gli stessi obiettivi con parole nuove.
Qui sotto c’è la versione vuota. Copiala in un foglio Google o in un documento condiviso che tutto il team, esterni compresi, possa aprire senza chiedere permessi.
| Campo | Da compilare |
|----------------------------|--------------|
| Trimestre | |
| Objective | |
| Tipo di OKR | Da non mancare / Di spinta |
| KR1 (partenza → target) | |
| KR2 (partenza → target) | |
| KR3 (partenza → target) | |
| KPI di salute da difendere | |
| Iniziative | |
| Responsabile per ogni KR | |
| Giorno e ora del check-in | |
| Punteggio finale per KR | |
| Decisione presa | |
Dodici key result riscritti
La colonna di sinistra raccoglie quello che si trova di solito nei file degli obiettivi. A destra c’è la stessa intenzione riscritta come risultato, con partenza e target.
| Come viene scritto di solito | Come scriverlo |
|---|---|
| Pubblicare 12 articoli sul blog | Contatti generati dal blog da 4 a 15 al mese |
| Aumentare i follower Instagram del 30% | Messaggi diretti che diventano preventivo da 3 a 10 al mese |
| Mandare una newsletter a settimana | Ordini attribuiti alla newsletter da 8 a 20 al mese |
| Rifare il sito | Conversione delle pagine prodotto dallo 0,8% al 2% |
| Partecipare a 3 fiere | Appuntamenti fissati entro 30 giorni dalla fiera da 12 a 30 |
| Lanciare la campagna Google Ads | Costo per richiesta qualificata da 60 a 40 euro |
| Raccogliere più recensioni | Recensioni Google da 4 stelle in su da 38 a 80 |
| Creare un lead magnet | Iscritti al lead magnet che prenotano una call da 0 a 12 |
| Migliorare la SEO | Clic organici sulle pagine servizio da 300 a 700 al mese |
| Farsi trovare da ChatGPT e dagli altri assistenti AI | Richieste in cui il cliente dichiara di averci trovato tramite un assistente AI da 0 a 5 al mese |
| Aggiornare il CRM | Lead con fonte registrata nel CRM dal 40% al 95% |
| Più passaparola | Nuovi clienti da segnalazione da 2 a 6 a trimestre |
Guarda la riga sull’assistente AI. Il numero è piccolo e la misura è grezza (una domanda nel form, “come ci hai conosciuto?”), eppure è un dato che l’azienda comincia a raccogliere e a confrontare. Quando lavori su SEO, AEO e GEO conviene partire così, con una misura imperfetta già da questa settimana, anziché aspettare lo strumento ideale.
Come scrivere gli OKR del team in un pomeriggio

Bastano quattro ore con il titolare, chi gestisce il marketing e il commerciale, nella stessa stanza o in call. Gli esterni li coinvolgi dopo, sui key result di cui sono responsabili.
14:00-14:45, i numeri dell’ultimo trimestre. Richieste ricevute, da quale canale, quante sono diventate appuntamento, quante contratto. Se qualche numero manca, annotalo su un foglio a parte e vai avanti.
14:45-15:30, un solo objective. La domanda guida è dove si perde più fatturato tra il primo contatto e la firma. Se le richieste ci sono ma si perdono al telefono, l’objective riguarda la conversione. Se il commerciale ha l’agenda scarica, riguarda l’acquisizione.
15:30-16:30, tre key result. Ognuno deve superare il test delle tre domande. Almeno uno deve misurare la qualità, per bilanciare quelli di volume.
16:30-17:15, iniziative e responsabili. Accanto a ogni iniziativa va scritto il key result che deve muovere. Ogni key result ha un solo responsabile.
17:15-17:45, revisione con l’AI e firma. Incolla la bozza in Claude o in ChatGPT con un prompt come questo.
Sei un revisore di OKR per il team marketing di una PMI italiana da 1,2 milioni
di fatturato che vende [prodotto o servizio] a [tipo di cliente].
Ti incollo l'objective e i key result che abbiamo scritto.
Per ogni key result dimmi se descrive un risultato o un'attività.
Se è un'attività, riscrivilo come risultato misurabile sul cliente o sul fatturato,
con valore di partenza e valore target, e sposta l'attività originale
nell'elenco delle iniziative.
Segnala ogni key result privo di valore di partenza e indica quale dato
servirebbe per ricavarlo.
Se un numero manca, scrivi [DA MISURARE] al suo posto e lascia il resto invariato.
Testo degli OKR da rivedere
[incolla qui]
L’istruzione su [DA MISURARE] pesa parecchio. Senza, il modello tende a riempire i buchi con numeri plausibili che nessuno ha misurato, e quei numeri finiscono nel template come se fossero dati veri.
Il trimestre zero, quando mancano i dati di partenza
Molte PMI scoprono durante il pomeriggio degli OKR di non sapere quante richieste arrivano dal sito. Il form invia le richieste a una casella email condivisa, metà delle chiamate arriva sul numero fisso e il CRM, quando c’è, ha il campo “fonte” vuoto.
In questo caso il primo trimestre serve a costruire la misura. La ricerca sul goal setting studia la funzione degli obiettivi di apprendimento come un tema a sé 2. Quando non conosci ancora la strada, l’obiettivo sensato è impararla. Per l’azienda di serramenti, un OKR da trimestre zero si scrive così:
- Objective. Sapere da dove arrivano i nostri clienti.
- KR1. Form del sito che inviano un evento di conversione a Google Analytics, dallo 0% al 100% entro il 31 gennaio.
- KR2. Lead nel CRM con fonte compilata, dal 40% al 90% entro fine febbraio.
- KR3. Settimane consecutive di dati puliti sulle richieste per canale, da 0 a 8 entro fine marzo.
La documentazione di Google Analytics spiega come installare il tag Google (gtag.js) per misurare le interazioni con il sito e registrare eventi personalizzati. Spiega anche come automatizzare i report con la Data API 4. L’invio del form e il clic sul numero di telefono sono i due eventi che servono al KR1. A fine marzo hai la baseline per scrivere OKR veri nel secondo trimestre, e la sensazione di aver perso tre mesi sparisce appena vedi il primo report per canale.
OKR da non mancare e OKR di spinta
Un team di tre persone gestisce bene due OKR, a patto di dichiarare fin dall’inizio a quale categoria appartiene ciascuno.
L’OKR da non mancare è quello da cui dipende il lavoro di un’altra persona. Se il commerciale ha bisogno di 22 appuntamenti al mese per chiudere il budget, quel numero va scritto con un target raggiungibile e il punteggio atteso è 1. Uno 0,7 su questo OKR significa che a maggio il commerciale ha l’agenda mezza vuota.
L’OKR di spinta serve a provare qualcosa di nuovo con un target alto. Per l’azienda di serramenti può essere “Diventare l’azienda citata dagli assistenti AI quando qualcuno chiede un installatore di infissi in provincia”. Qui uno 0,6 o uno 0,7 è un buon trimestre, perché il target era stato fissato alto apposta.
Se non scrivi l’etichetta nel template, il team applica la stessa tolleranza a entrambi. Il risultato tipico è uno 0,7 festeggiato, guarda caso, sull’OKR da cui dipendevano le vendite.
Come si dà il punteggio a un key result?
Il punteggio va da 0 a 1. Prendi il valore raggiunto, togli il valore di partenza e dividi per la distanza tra target e valore di partenza. Se le richieste passano da 18 a 33 su un target di 40, il punteggio è 15 diviso 22, cioè 0,68. La formula funziona anche quando il target è più basso del valore di partenza, come nel caso di un costo.
Nel caso dei serramenti, il costo per appuntamento è passato da 95 a 85 euro su un target di 70. Il calcolo dà 10 diviso 25, quindi 0,4.
Il numero conta meno della conversazione che apre. Davanti a uno 0,4 la prima domanda è se le iniziative sono state realizzate. Se sono state fatte tutte, l’ipotesi era sbagliata. La campagna su “infissi + comune” porta clic ma pochi appuntamenti, e va cambiata. Se metà delle iniziative è ancora aperta, il problema è di capacità, e il trimestre successivo va pianificato con meno iniziative. Un 1 pieno su un OKR di spinta, ripetuto per due trimestri di fila, significa che il target era basso.
Per un team piccolo, il ritmo di revisione si regge su tre appuntamenti:
- Ogni lunedì, 15 minuti. Aggiorni il valore attuale di ogni key result, segni lo stato (in linea, a rischio, fermo) e scegli un ostacolo da rimuovere entro venerdì.
- Fine mese, un’ora. Passi in rassegna le iniziative, chiudi quelle che assorbono lavoro senza muovere i numeri e ne apri al massimo una nuova.
- Fine trimestre, mezza giornata. Punteggio, decisione scritta, OKR del trimestre successivo.
Per il check-in del lunedì basta un foglio Google con una colonna per settimana, collegato a Looker Studio se vuoi vedere i dati di Google Analytics senza copiarli a mano. Il venerdì esporti la tabella e la passi a Claude con questo prompt.
Ti incollo la tabella dei key result del trimestre con valore di partenza,
target e valore attuale settimana per settimana, più l'elenco delle iniziative
con il loro stato.
Calcola il punteggio di ogni key result con la formula
(attuale - partenza) / (target - partenza).
Indica quali key result, al ritmo delle ultime 3 settimane, resteranno sotto 0,7
a fine trimestre.
Per ognuno scrivi due domande da fare al responsabile nel check-in di lunedì.
Voglio solo domande legate ai numeri della tabella, niente consigli generici.
Il lunedì la riunione parte da quelle domande e in un quarto d’ora hai finito.
L’AI come revisore che cerca le scorciatoie
Il caso dei 500 lead inutili si previene prima di firmare l’OKR. Prendi ogni key result di volume e chiedi a un modello di trovare il modo peggiore per raggiungerlo.
Questo è un key result del nostro team marketing: [key result].
Immagina di essere un fornitore pagato solo in base a questo numero.
Elenca 5 modi per raggiungerlo che danneggerebbero l'azienda
(lead di bassa qualità, sconti eccessivi, clienti fuori target, promesse
che il commerciale non mantiene).
Per ognuno proponi un secondo key result o un KPI di salute che renderebbe
quella scorciatoia visibile entro due settimane.
Per “500 lead dal sito” la risposta tipica cita omaggi generici, form senza campi di qualificazione e campagne su parole chiave troppo ampie. Il contrappeso che ne esce è quasi sempre lo stesso, “lead accettati dal commerciale come qualificati, almeno il 40%”. Lo aggiungi come KPI di salute e la scorciatoia è chiusa.
Dal key result alla settimana di lavoro
Un OKR che non arriva sul calendario resta una dichiarazione d’intenti. Il passaggio avviene su tre livelli, e ognuno risponde a una domanda diversa.
Il trimestre, con l’OKR, definisce cosa deve cambiare. Il piano di progetto definisce in che ordine parte il lavoro, con le iniziative distribuite sulle dodici settimane e quelle di gennaio prima di quelle di marzo. È la mappa del trimestre che il team consulta quando deve capire cosa viene prima. La settimana, nel planning settimanale del team marketing, definisce chi fa cosa entro venerdì.
Nel caso dei serramenti, il KR1 genera l’iniziativa “tre landing per prodotto”. Nel piano diventa la landing PVC nelle settimane 1-3, quella legno-alluminio nelle settimane 4-6 e quella persiane nelle settimane 7-9. Nel planning della settimana 2 compare una sola attività, “bozza della landing PVC al freelance entro giovedì, con le 8 domande più frequenti raccolte dal commerciale”.
Una regola tiene insieme i tre livelli. Accanto a ogni iniziativa del piano va scritto il key result che deve muovere. Se non riesci ad associarne uno, si tratta di lavoro ordinario, da gestire come tale oppure da eliminare per liberare ore.
Domande che arrivano sempre
Quanti OKR servono a un team marketing di tre persone?
Uno da non mancare e al massimo uno di spinta, con tre key result ciascuno. Sei numeri da aggiornare ogni lunedì sono già tanti per un team in cui due persone su tre lavorano anche per altri clienti.
Chi scrive gli OKR, il titolare o il team?
Il titolare propone l’objective, perché conosce i numeri dell’azienda. I key result si scrivono insieme a chi dovrà muoverli. La ricerca sul goal setting rileva l’effetto positivo degli obiettivi sia quando sono assegnati sia quando sono fissati insieme 2. Nella pratica, i key result concordati si difendono meglio quando a metà trimestre arriva un imprevisto.
Gli OKR vanno legati ai premi?
Meglio tenerli separati. Quando il bonus dipende dal punteggio, le persone imparano in fretta a proporre target che sanno già di raggiungere, e l’OKR di spinta sparisce dal template. Il premio va legato ai KPI di salute e ai risultati commerciali dell’anno; gli OKR restano uno strumento per decidere dove investire le ore.
Fonti
Footnotes
-
Objectives and Key Results: Driving Focus, Alignment, and Engagement with OKRs. books.google.co.th ↩
-
New Directions in Goal-Setting Theory. intellectum.unisabana.edu.co ↩ ↩2 ↩3
-
“Key Performance Indicators (KPIs), Key Result Indicator (KRIs) and Objectives and Key Results (OKRs)” A New Key Incorporated Results (KIRs) Approach. dx.doi.org ↩ ↩2
-
Google Analytics. developers.google.com ↩
Domande frequenti
Qual è la differenza tra Objective e Key Result negli OKR di marketing?
L'Objective è la direzione del trimestre, scritta a parole e chiara per tutto il team. I Key Result sono da due a quattro risultati misurabili, ciascuno con un valore di partenza e un valore target, che dicono quando l'obiettivo è stato raggiunto.
Perché "pubblicare 20 post al mese" non è un buon key result?
Perché misura un'attività, non un cambiamento per il cliente o per il fatturato. A fine trimestre i post possono esserci tutti senza che il marketing abbia portato un solo cliente in più.
Rifare il sito può essere un key result?
No, è un'iniziativa e va tenuta fuori dall'OKR. Se finisce tra i key result, il punteggio può risultare pieno a sito online anche con le richieste ferme, e il team impara la lezione sbagliata.
Ogni quanto vanno rivisti gli OKR del team marketing?
Spesso, non solo a fine trimestre. Il metodo si basa su cicli di feedback frequenti che mostrano i progressi al team; un OKR scritto a gennaio e riaperto a fine marzo diventa un documento d'archivio.
Gli OKR hanno dei rischi per una PMI?
Sì, nessun sistema di obiettivi è perfetto e a volte porta fuori strada. Un key result come "500 lead dal sito" può spingere ad abbassare la qualità dei contatti pur di raggiungere il numero.
Gli OKR funzionano anche con un team marketing piccolo?
Sì, il template è pensato per una PMI e prevede un ritmo di revisione sostenibile anche con un team di tre persone, di cui due esterne. Gli OKR servono poi a decidere quali progetti entrano nel piano marketing e quali restano fuori.